Sfugge alle definizioni ed è più di quello che si immagini, Sonar è il festival di Barcellona che ha concluso l’edizione 2016, la ventitreesima, concentrando dal 16 al 18 giugno il meglio della musica elettronica (classica o da dancefloor) e della cultura digitale.

Definizione che si fa più netta se guardiamo al sottotitolo Music Creativity Technology: la musica, la creatività e la tecnologia sono, infatti, snodi e centri liquidi fondamentali per decifrare il presente, sintonizzarsi sui ritmi del mondo contemporaneo, oltrepassare l’idea del futuro oscuro fatto di macchine e di poca bellezza umana. Il Sonar quindi luogo dove si mettono a confronto grandi esperienze di creatività, ma anche posto di divertimento, dove il ballo racconta espressività, senso e carnalità. Perché al Sonar si balla con i più acclamati e mitologici Dj e non è certo un caso che la festa finale si sia chiusa con il live dei Fatboy Slim, da Jackmaster e da Ben Clock.

Con più di 130 performance e con nomi che tutti insieme fanno il gotha dell’arte mondiale, il Sonar di Barcellona è forse uno degli eventi più importanti d’Europa. È stato inaugurato con una conferenza stampa di Brian Eno intitolata Why We Play ed ha proseguito con la presentazione in prima mondiale del nuovo show di Jean Michel Jarre e con il primo concerto europeo di Anohni, leggi Antony and the Johnsons e Oneohtrix, la magica voce di James Blake e quella profonda di John Grant. E ancora incontri di cultura digitale al Sonar +D con gli inviati delle testate The Guardian, Forbes e Pitchfork che hanno dialogato con l’artista musicale Kode9, Carsten Nicolai meglio noto come Alva Noto, e con il creativo canadese Richie Hawtin. Contaminazioni persino con la musica classica con John Luther Adams che ha presentato la composizione che gli è valso il un Pulitzer e un Grammy.

E se siete ancora confusi su ciò che il Sonar è e sarà nell’ edizione del 2017 vi siano da viatico le parole di Jean Michael Jarre.

Per me, il Sonar è divenuto tutto quello che un festival moderno dovrebbe aspirare ad essere.
Dall’impeccabile sito internet alle location urbane che utilizzano, gli organizzatori del Sonar sono stati in grado di crearsi una reputazione che va al di là del continente, ospitando alcune delle migliori performance musicali di tutti i generi. Questo è il motivo per il quale ho scelto di tornare sul palco, e non vedo l’ora di portare il mio nuovo show alla gente del Sonar.

 

BIOGRAFIA – Diletta Toniolo

Diletta Toniolo ha da sempre coltivato la passione per il design che oggi insegna in corsi di storia e in laboratori di ricerca sulle tendenze contemporanee e promuove tramite l’attività giornalistica – collaborazioni tra gli altri con bOx International Trade, Domus, Bravacasa, Arketipo, Ottagono, il Mattino, Sky Alice, 24 Ore Television, Radio 24 – e la curatela di mostre ed eventi.

Dal 2001 collabora con IED come docente: ha tenuto corsi di Fenomenologia delle Arti Contemporanee, Storia del Design, Salone Experience, Interior e Product Design, oltre a diversi workshop. Da qualche anno è IED Ambassador, portando l’esperienza e la professionalità IED in giro per il mondo.

Tra le sue varie pubblicazioni: il libro Capolavori del design italiano, La storia del design italiano attraverso l’opera dei suoi progettisti, Edizioni White Star a cura di design.doc, oltre a collaborare come editor per la free press Tortona Around Design Journal durante la settimana del design milanese.

 

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