(…) Cercando il senso della storia a partire dai suoi frammenti, troviamo un trionfo in una sconfitta e una sconfitta in un trionfo.William Kentridge

Dopo un lungo percorso durato circa 10 anni, il sogno della intraprendente e volitiva artista americana Kristin Jones, ideatrice e fra i fondatori di Tevereterno, finalmente si concretizza in una bella serata romana di aprile: lo stupefacente spettacolo ideato per Roma dall’artista sudafricano William Kentridge ne sancisce l’inizio.

Tra i protagonisti di questo grande avvenimento in primis c’è Tevereterno, ovvero la Onlus fondata nel 2004 da un piccolo gruppo di audaci – Kristin Jones, Rosario Pavia, Carlo Gasparrini e Luca Zevi – con un progetto multidisciplinare no profit: l’adozione e la gestione di Piazza Tevere, ovvero il tratto di Lungotevere che va da Ponte Sisto a Ponte Mazzini, trasformato nel più grande spazio pubblico dedicato alle arti contemporanee a Roma.

Poi, William Kentridge e il suo spettacolo: uno fra i suoi progetti più ambiziosi, con una parte statica e una dinamica e temporanea. La parte statica è un fregio lungo 500 metri, ottenuto con l’applicazione di stencil temporanei sulla parete e l’utilizzo di acqua calda ad alta pressione per lavar via la patina biologica dal travertino dei muraglioni. Si tratta del racconto per immagini delle tensioni dominanti nella storia della Città Eterna con più di ottanta figure, alte fino a dieci metri, che rappresentano le più grandi vittorie e sconfitte dai tempi mitologici ad oggi, formando un corteo disegnato a Piazza Tevere.
La parte dinamica e temporanea è la performance site, che si è svolta, nello specifico, durante le due serate d’apertura svoltesi ad aprile con la direzione artistica di Kristin Jones: una prodigiosa processione di ombre danzanti, con la musica originale del compositore Philip Miller. Lo spettacolo è stato messo in scena da un cast multiculturale di più di cento tra musicisti e comparse.

Le musiche dello spettacolo parlano di esodo, di tragedia, ma anche di speranza, e sono musiche originali del compositore sud africano Philip Miller e di Thuthuka Sibis. Ispirate a melodie liturgiche del compositore italiano tardo rinascimentale Salomone Rossi, incorporano anche suoni tradizionali del Sud Italia, le parole del poeta Rainer Maria Rilke e alcuni frammenti di graffiti trovati sui muraglioni, su cui è stato realizzato il fregio, intessuti con canzoni e canti provenienti da confini extra europei.

Un folto pubblico ha potuto vedere e ascoltare il primo spettacolo a Piazza Tevere dalla banchina sinistra e dai due ponti: un pubblico composito, fatto di turisti, di appassionati di arte contemporanea, di collezionisti, ma anche di curiosi e di persone che per caso si sono trovate lì e hanno assistito stupefatte a questo bellissimo racconto di Roma fatto di musiche, di luci e di ombre, con il grande graffito sullo sfondo.

I dieci anni di lavoro, di diplomazia, di richieste, di contrasti con la Soprintendenza e la Sovrintendenza, di impossibilità di interlocuzione con l’Amministrazione, di soggetti decisori, di lavoro di fundraising non sono stati inutili. Alla fine, con Triumphs and Laments di William Kentridge, la prima, meravigliosa ricompensa è arrivata. Per Kristin Jones, per Tevereterno, per Roma, per tutti.

 

BIOGRAFIA – Monica Scanu

monica-scanu-con-credits

Direttore di IED Cagliari, dottorato di Ricerca in Tecnologie dell’Architettura, docente presso la Seconda Facoltà di Architettura a Roma e dottorato in Design Culture and Management Program, Bilgi University di Istanbul.
E ‘stata consulente presso l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma nel campo del design, dell’architettura e della cultura internazionale. (Photo by Alfonso Fradella)

 

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