La XXI Triennale di Milano è l’occasione per riflettere su metodologie progettuali e su come sono mutate nel tempo. Il tema Design After Design spinge a chiedersi come la professione del progettista è mutata e in particolare come si confronta con le nuove tecnologie e le innovazioni che hanno caratterizzato i materiali e i processi produttivi nell’ultimo secolo.

La mostra Sempering, process and pattern in architecture and design è il frutto di una lunga ricerca curata da Luisa Collina e Cino Zucchi, due anime progettuali che operano nel campo del design e dell’architettura e che hanno dato vita a un’esperienza visiva e tattile fatta di prodotti e strutture architettoniche provenienti da tutto il mondo.

La mostra vuole essere un luogo in cui il visitatore può liberamente esplorare gli artefatti cogliendo le numerose risonanze tra mezzi e fini, tra metodi e forme, tra materiali e tecnologie, ma anche costruire una personale storia tra le storie, una sorta di telefono senza fili tra forme, materiali, mestieri e culture che danno forma al mondo che ci circonda. In questo flusso progettuale le opere architettoniche richiamano i prodotti di uso comune attraverso una selezione che privilegia il dialogo piuttosto che esaltare il singolo elemento o autore, dove l’artefatto, attraverso la sua forma, tecnologia e materiale costituisce una parte di un racconto collettivo.

Il titolo della mostra è un neologismo inventato a partire dal cognome di Gottfried Semper, architetto tedesco che, a seguito della visita alla prima Esposizione Universale di Londra presso il Crystal Palace, cataloga una serie di azioni che permettono all’uomo di lavorare su un materiale o un componente tentando di porre in continuità artigianato e architettura, archetipi figurativi ed evoluzione della tecnica, dato naturale e cultura materiale.

  • Allestimento della mostra
    Allestimento della mostra
  • Allestimento della mostra
    Allestimento della mostra
  • Allestimento della mostra
    Allestimento della mostra
  • Allestimento della mostra
    Allestimento della mostra
  • Allestimento della mostra
    Allestimento della mostra
  • Luisa Collina e Cino Zucchi, i curatori della mostra
    Luisa Collina e Cino Zucchi, i curatori della mostra
  • Dick van Gameren Architecten, Block A Noordstrookœ, Amsterdam, Olanda, 2009 © Marcel

van der Burg
Patricia Urquiola. Mutina, Little L – Tierras Artisanal, 2015 © Alessandro Paderni / EYE studio
    Dick van Gameren Architecten, Block A Noordstrookœ, Amsterdam, Olanda, 2009 © Marcel van der Burg Patricia Urquiola. Mutina, Little L – Tierras Artisanal, 2015 © Alessandro Paderni / EYE studio
  • Nieto Sobejano Arquitectos, Contemporary Art Centre, Cordoba, Spagna, 2013 © Roland

Halbe Gensler and Filzfelt, Link, 2015 © Bob O’Connor
    Nieto Sobejano Arquitectos, Contemporary Art Centre, Cordoba, Spagna, 2013 © Roland Halbe Gensler and Filzfelt, Link, 2015 © Bob O’Connor
  • Plastique Fantastique, Medusa RDS, Roma, Italia, 2011-2013 © Marco Canevacci

Marina e Susanna Sent. Courtesy of Marina e Susanna Sent, Collare Soap, 2000 © Studio Pointer
    Plastique Fantastique, Medusa RDS, Roma, Italia, 2011-2013 © Marco Canevacci Marina e Susanna Sent. Courtesy of Marina e Susanna Sent, Collare Soap, 2000 © Studio Pointer
  • Barozzi Veiga, Auditorium e Palazzo del Congresso Infanta Doña Elena, Aguilas, Spagna,

2011 © Simon Menges
Shay Alkalay, Raw Edges. Cappellini, Tailored Wood Bench, 2010 © Cappellini
    Barozzi Veiga, Auditorium e Palazzo del Congresso Infanta Doña Elena, Aguilas, Spagna, 2011 © Simon Menges Shay Alkalay, Raw Edges. Cappellini, Tailored Wood Bench, 2010 © Cappellini
  • Studio Albori, Casa Solare, Vens, Saint Nicolas, Valle d’Aosta, Italia, 2011 © Giovanni Forte
Front. Porro, Mikado Cupboard, 2013 © Porro
    Studio Albori, Casa Solare, Vens, Saint Nicolas, Valle d’Aosta, Italia, 2011 © Giovanni Forte Front. Porro, Mikado Cupboard, 2013 © Porro
  • Akihisa Hirata Architecture Office, Bloomberg Pavilion, Museum of Contemporary Art, Tokyo,
Giappone, 2011 © Takumi Ota
Elisa Strozyk. Autoproduzione, Wooden textiles, 2010 © Studio Been
    Akihisa Hirata Architecture Office, Bloomberg Pavilion, Museum of Contemporary Art, Tokyo, Giappone, 2011 © Takumi Ota Elisa Strozyk. Autoproduzione, Wooden textiles, 2010 © Studio Been
  • Hild Und K, AGFA Tower Block, Monaco, Germania, 2010 © Michael Heinrich
Lukas Dahlén. Autoproduzione, Weave, 2012 © Freddie Sandstrom
    Hild Und K, AGFA Tower Block, Monaco, Germania, 2010 © Michael Heinrich Lukas Dahlén. Autoproduzione, Weave, 2012 © Freddie Sandstrom

Lasciando sottintesa l’ipotesi di una possibile continua evoluzione nel tempo delle sue teorie, la mostra raddoppia le quattro categorie formulate centocinquant’anni fa da Semper, per aggiornare la sua riflessione alla condizione contemporanea. Quindi, a partire dai quattro principali rami della tecnica individuati da Semper (l’arte tessile, la ceramica, la tettonica, la stereotomia) la ricerca ha individuato altre quattro categorie per dare forma alle otto sezioni in mostra: impilare (stacking), intrecciare (weaving), connettere (connecting), plasmare (moulding), piegare (folding), disporre (tiling), incidere (engraving) e soffiare (blowing).

Gli oggetti selezionati appartengono a una più ampia analisi sull’evoluzione del metodo progettuale, partendo da esercizi didattici tipici delle scuole di architettura e di design e dallo studio di alcuni progettisti contemporanei. Questi rappresentano una sorta di griglia di riferimento non esaustiva utile per ragionare di nuovo sulla forma attraverso le tecniche e i processi attraverso il pensare con le mani. Gli oggetti di rinomati progettisti e aziende si confrontano con prototipi e progetti sperimentali di giovani artigiani dell’industria 2.0. Stampanti 3D e macchine a controllo numerico si confrontano con antichi saperi artigiani e tradizioni produttive legate a culture millenarie definendo un’evoluzione del rapporto tra materiale e tecnica e rinnovati linguaggi formali.

La mostra vuole essere uno strumento per i giovani progettisti, una scoperta per i non addetti al settore e un luogo di ricerca e analisi sul contemporaneo.

 

Sempering, process and pattern in architecture and design
2 aprile – 12 settembre 2016
MUDEC – Museo delle Culture
Via Tortona 56
20144 Milano
tel +39 02 54917
info@mudec.it

 

BIOGRAFIA

 Valentina Auricchio

Valentina Auricchio

Co-fondatrice di 6ZERO5, docente a contratto del Politecnico di Milano in Product Service System Design. Gestisce progetti di design strategico, nella diffusione delle metodologie di design thinking, e progetti internazionali per la promozione delle piccole e medie imprese. Dopo aver conseguito il dottorato presso il Politecnico di Milano ha lavorato come project manager per Poli.Design, è stata direttore del Centro Ricerche dell’Istituto Europeo di Design e condirettore della storica rivista internazionale Ottagono Magazine. Nell’ambito della diffusione della cultura del progetto ha sviluppato un’esperienza internazionale, partecipando a conferenze e seminari, svolgendo lavori in Brasile, Cile e Australia e collaborando con imprese europee ed extra-europee.

 Simona Galateo

simona_galateo

Architetto e curatore, ha studiato alla Facoltà di Architettura di Ferrara, Urban Studies alla Brighton University con una borsa di studio post-laurea, ottenuto un Master di II livello in Strategic and Urban Design al Politecnico di Milano.
Prosegue le sue ricerche sulla città nel programma di PhD del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, con una tesi dal titolo: Unbranding the city. The right to the city: strategies for urban regeneration, dealing with creativity and self-made projects. Da diversi anni lavora come curatore, formatasi nello studio di Luca Molinari, con cui ha collaborato per lungo tempo, tra gli altri progetti, alla Biennale di Architettura di Venezia del 2010, come co-curatore della sezione Italia2050, alla mostra Sustainab- Italy per il London Festival of Architecture del 2008, e come co-curatore dello Spaziofmgperl’architettura di Milano.
Ha collaborato con la Summer School dell’AA di Londra a Milano, per il progetto CybergGardening the city. Di prossima uscita il volume Agri-city. An Atlas of Urban Agriculture.

 

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