What if…?

Il futuro è tra qualche attimo!
Ed è giá nostro!

Anche nel 2016 il Ces (“Consumer electronic show”) di Las Vegas non ha disatteso le aspettative, dimostrando di essere sempre più una fiera dell’innovazione a tutto tondo, capace di toccare i campi più disparati allontanandosi dall’elettronica pura.

Al CES 2016 abbiamo infatti potuto apprezzare innovazioni che spaziano dall’architecture & enviromental alla virtual reality, dall “immersive viewers” (visori immersivi per realtá aumentata) all´Automotive.

Perché il mondo dell’automotive rappresenta ancora e nuovamente un potenziale “strategic goal” nell´innovazione? E soprattutto: come può interagire con tutti i campi della tecnologia e dell’innovazione?

Troviamo la risposta analizzando l’”hot spot” più discusso, eclatante e interessante presentato al CES 2016 in campo Automotive: la “ffzero1” di FARADAY Future.

La “FARADAY Future”, startup californiana con alle spalle finanziamenti cinesi, ha presentato una super vettura che monta quattro motori elettrici in grado di passare da 0 a 100 km/h in soli 3 secondi e raggiungere una velocità massima stimata a 320 km/h con uno schema costruttivo flessibile a separazione orizzontale (tipo skateboard) che offre ampia flessibilità modulare (per i diversi modelli).
Dal punto di vista volumetrico la “ffzero1” si presenta come una concept car supersportiva con una netta separazione tra la cellula abitativa ed anteriore rispetto al volume posteriore, linea dinamica e filantissima, con un interior “fully single driver oriented” (monoposto in questa configurazione).

La “ffzero1”, ma in generale le idee e le innovazioni presentate al CES 2016, riflettono pienamente la direzione intrapresa dall’Istituto Europeo di Design di Torino nell’interpretazione del futuro dell’automotive e, in generale, della mobilità individuale.

Nei percorsi didattici del corso triennale in Transportation Design, del Master in Transportation Design e del nuovo Master di I livello in Car Interior Design and User Experience, il veicolo viene affrontato come “container” innovativo di concetti e di identità, in un connubio tecnologico altamente modulare e allo stesso tempo identificativo dei suoi occupanti, non solo a livello morfologico ma anche a livello di contenuti.
Prevediamo una forte interconnessione tra veicolo ed occupanti, prevediamo veicoli intelligenti che possano “apprendere” l´identità, gli interessi e le abitudini dei sui occupanti, prevediamo che tali veicoli diventino contenitori di “memories”.
Prevediamo un superamento del concetto di abitacolo, che diventa un luogo “social” (non solo in termini tecnologici) e offra un contesto dialettico per i suoi occupanti; prevediamo che la sua forma sia assolutamente flessibile e modulare in modo etico e funzionale sia al “consumer” sia al “maker”.

Sogniamo un veicolo con caratteristiche “recreational”, che possa cambiare “mood” esterno ed interno a seconda di chi, come, dove viene utilizzato.
Sogniamo un veicolo che impari da noi, e allo stesso tempo un veicolo da “nutrire” quasi non fosse un oggetto.

Sogniamo un veicolo che abbia configurazioni variabili in termini sensoriali (“Vr”), coinvolgendo tutti i sensi dei suoi occupanti. Sogniamo di poter avere preziose percezioni sensoriali offerte da materiali naturali caldi ed accoglienti, funzionali ed igienicamente manutenibili.

Immaginiamo il futuro del veicolo come “Hd” dei suoi occupanti, immaginiamo possa soddisfare esigenze oggi imprevedibili. Immaginiamo che la “sua” e la “nostra” identità virtuale possano essere trasferite su un nuovo veicolo, come oggi accade con una sd card.

Immaginiamo un futuro a guida umana ed autonoma. Prevediamo un´assistenza tecnologica che eviti incidenti in guida manuale. Immaginiamo questo veicolo come “tutor” dei nostri viaggi, del nostro muoverci e del “nostro divenire” … questo veicolo crescerà con noi!

Per questo apprezziamo gli sforzi di FARADAY Future e di tutti gli espositori presenti al CES 2016. Perché guardano all’innovazione in un’ottica di sinergia e interazione, perché l’uomo torna al centro e l’esperienza il punto di partenza per la progettazione.
IED Torino presenterà in anteprima mondiale la sua interpretazione di questa visione in occasione del Salone dell’Automobile di Ginevra a marzo 2016.
Stay tuned.

 

BIOGRAFIA – Davide Tealdi

Diplomato allo IED nel 1998, dopo aver maturato diverse competenze nel transportation design e product design presso Fiat Centro Stile, Form Design Center (Italdesign), Idea Institute, Nucleo Design Factory, viene assunto presso Kiska (AUSTRIA) nel Transportation Design Department specializzato in 2 wheels (ktm). In un periodo di sette anni matura esperienze e competenze specifiche in transportation design, marketing to design, strategia di brand, strategia di prodotto, acquisizione clienti, client relation. Nel 2006 fonda ESSERE Group, agenzia interdisciplinare di consulenza esterna che offre servizi che vanno dal transportation al product design, dal marketing alla brand/product strategy, dall’architettura al POS design, strategia di vendita e di promozione. Dal 2006 insegna, presso la “University of Apllied sciences” FHS Salzburg Kuchl, discipline legate al Design Product Management, Visual Communication, Design Awareness. Dal 2014 insegna allo IED Torino, dove tiene workshop e corsi articolati tra il bike, yacht and train design e l’automotive. Ha all’attivo esperienze lavorative maturate in circa 14 paesi europei e non, oltre a pubblicazione e interviste sulle testate: Motociclismo, Ottagono, Auto & Design, Motorrad, Reitwagen, Motorrad fahrer, ORF 1 (tv), Chrone Zeitung (quotidiano), Creativeburò ZENZ.

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