Il neonato Museum Mile veneziano, quel percorso che si snoda tra le calli di Dorsoduro toccando diverse realtà culturali quali la Fondazione Cini, la Fondazione Peggy Guggenheim e Punta della Dogana, si sta arricchendo, in questi mesi, di nuovi spazi.

Proprio la Fondazione Peggy Guggenheim, infatti, ha annunciato, all’inizio di settembre ai soci di Intraprese – realtà associativa, di cui IED da diversi anni è membro attivo, che riunisce l’eccellenza imprenditoriale italiana a sostegno della Fondazione – l’acquisizione di una porzione di giardino e di un piccolo edificio adiacente alla attuale sede. Tale importante acquisizione permetterà, infatti, l’ampliamento delle aree dedicate alle esposizioni temporanee, alla biblioteca, all’aula didattica, alla caffetteria e al giardino delle sculture.

Il bel progetto, come detto, renderà molto più agile l’attività espositiva e l’attività di ricerca, con un accrescimento degli spazi dedicati a queste funzioni e permetterà di incrementare e sviluppare ulteriormente l’attività didattica.

E’ doveroso notare come la fondazione Guggenheim si sia sempre distinta per il valore e il peso che attribuisce alla funzione didattica, rendendo il museo un luogo vivo e vissuto.

L’impegno nel fornire contenuti didattici si esplica a vari livelli che vanno, per esempio, dalle docenze tenute da molti professionisti che lavorano per la Fondazione nel master in Business Administration for arts and cultural events di IED Venezia e nel Master in Arts management di IED Roma e IED Firenze, alla didattica pensata ed immaginata per i bambini delle scuole primarie e secondarie.

I pomeriggi al museo dedicati ai bambini sono una vera eccellenza e un richiamo non solo per la città di Venezia ma anche per i molti visitatori forestieri, ed è molto bello e incoraggiante vedere bambini che non sanno ancora leggere o scrivere confrontarsi con i capolavori di Pollock, Mondrian o Magritte custoditi nella collezione

Si potrebbe dire, mutuando una frase pronunciata da Salvatore Settis in occasione della premiazione de “ L’arte di mostrare l’arte” – premio organizzato dalla casa vinicola Allegrini- che la didattica in ambito museale, e in particolare quella dedicata ai più giovani, è un atto “politico”, inteso nel senso più letterale del termine facendo riferimento al concetto stesso di polis che sottende all’idea primigenia di politica.

I nuovi spazi della fondazione Guggenheim di Venezia saranno il mezzo tangibile di un atto di grande civiltà e saranno il viatico per un arricchimento di cui, sicuramente, beneficeranno tutti.

In una città come Venezia, bloccata in un immobilismo autoreferenziale, in una economia di sussistenza che non ha nessuna prospettiva futura, in una mercificazione della proposta culturale ed artistica degna del peggior Dismaland alla Banksy, l’energia e l’impegno profuso dalla Fondazione Guggenheim e dai suoi molti sostenitori per creare qualcosa di nuovo che restituisca qualcosa al tessuto culturale e sociale della città è un segnale puntuale e di grande speranza per il futuro.

 

BIOGRAFIA – Igor Zanti

igor_zanti

Laureato all’Università Statale di Milano in lettere moderne con una tesi in Storia dell’arte medievale e moderna dedicata alla pittura del secondo Quattrocento in Lombardia. Svolge da diversi anni attività di critico e curatore di mostre d’ arte contemporanea e di arti applicate. Dal 2005 è curatore della Galleria Barbara Mahler per le sedi di Pura (Lugano-Svizzera) e della UBS di Lugano( Svizzera). Nel 2008 ha assunto l’incarico annuale di direttore artistico del Museo del Brolo Centro di Arte e Cultura di Mogliano Veneto (TV). Ha ideato all’inizio del 2008 il progetto New Art, New Pop dedicato alla definizione ed alla promozione del movimento New Pop in Italia. Dalla primavera del 2009 è consulente artistico per l’Art Club International di Lugano. Dal 2013 è Direttore di IED Venezia.

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