E’ nell’umiltà di occuparsi di piccoli temi che si trova la chiarezza e la forza per affrontare la grande scala. La città è fatta di case e le case sono fatte di cose, di oggetti, di piccoli e grandi avvenimenti, di roba e di robetta da niente, di ricordi, di storie personali, di sogni.

La casa non è uno spazio da “interior decorator”, in cui si cerca una ricchezza artificiale, ma una casa fatta di poetiche adesioni alle idee che permangono nella storia dell’abitare, quindi ricca di valori umani; è uno spazio che accoglie mobili, oggetti, opere d’arte e non segue le mode ma le emozioni.

Gli interni sono l’ambito in cui si concretizzano tutti gli elementi necessari alle esigenze che l’uomo ha nella sua quotidianità ed in cui l’architettura e il design confluiscono per costruire gli spazi e rendere funzionali e confortevoli le nostre case, non rispondendo solo ad esigenze materiali ma determinando lo spazio giusto per contenere le nostre abitudini, i nostri pensieri, i nostri ricordi.

Per affrontare questo tema nel migliore dei modi bisogna avere conoscenze più o meno approfondite di storia, arte, sociologia, psicologia, tecnologia, e inoltre rispettare le normative, districarsi nel mondo sempre più complesso degli impianti e infine soddisfare le innumerevoli esigenze funzionali ed emotive dei committenti. Un progetto dovrebbe nascere dall’incontro tra tecnica, arte e storia.

Intendiamo il “progetto” come una stratificazione di oggetti e di ricordi che ci accompagnano nella nostra storia e nel tempo in cui viviamo, e che ci crea stimoli e messaggi autentici, dove i mobili parlano di storia e di poesia. Dobbiamo imparare a guardare gli oggetti, a reinterpretarli, fare in modo che possano dialogare tra loro come accade nei mercati delle città, magari senza una logica apparente. Questo può generare nuove interazioni tra le parti.

 “Un’altra cosa vi chiedo o vi dico come architetto: non fate le “Cose” secondo le mode, ma secondo l’intelligenza e con una amorosa cultura ed un nostrano buon senso.” (Giò Ponti)

Per far questo è necessario approfondire i principi della progettazione attraverso un metodo adeguato a produrre “prodotti” o “interni” che raccontano una contemporaneità fatta di proporzioni e di emozioni.

 

BIOGRAFIA – Giuseppe Pasquali

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Architetto, Designer, Direttore Scientifico IED Roma. Dal 1976 si dedica a studi e ricerche sulla città e l’architettura del razionalismo italiano che attraverso mostre e pubblicazioni tracciano il solco dentro cui si muovono le numerose esperienze professionali che toccano sia il tema dell’architettura alla scala urbana che l’approfondimento della casa fino al disegno dei prodotti industriali. Progetta e realizza opere pubbliche, edilizia residenziale pubblica e privata, mobili e oggetti, pubblicati sulle più importanti riviste internazionali. Dal 1981 al 1996 si occupa della creazione e dello sviluppo di “Forma & Memoria” centro di produzione e promozione di architettura, design ed arte. E’ stato insignito del premio internazionale “Design Plus” Francoforte 1995. Premiato come miglior progettista al Concorso “Sistema d’Autore Metra” – Brescia 2001. Ha ottenuto la Menzione d’Onore per il “Premio Medaglia d’Oro per l’Architettura Italiana” Triennale di Milano 2002. Ha insegnato Progettazione alla Facoltà di Architettura Valle Giulia Università “La Sapienza”. Ha progettato il Rettorato e la Facoltà di  Giurisprudenza dell’Università “ROMATRE”. Coordina il Master di Primo Livello in Design di IED Roma.

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